La Mano di Henning Mankell

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La Mano è un breve romanzo pubblicato nel 2013 (ed. italiana Marsilio) del maestro svedese Henning Mankell, successivo quindi alla pubblicazione di quello che sarebbe dovuto essere l’ultimo capitolo della saga di Kurt Wallander (L’Uomo Inquieto). Cronologicamente si inserisce subito prima di quest’ultimo e la sua pubblicazione è stata quasi casuale.

La Mano: la trama

Mankell racconta infatti che all’inizio degli anni 2000, in Olanda partì un’iniziativa della durata di un anno, per cui a chi avesse acquistato un libro ne sarebbe stato regalato un secondo.

Il tutto aveva evidentemente la finalità di promuovere la lettura e a Mankell fu chiesto di scrivere il “volume in regalo”.

Dopo qualche anno la BBC scovò il romanzo e ne fece una sceneggiatura in cui Kenneth Branagh ricopriva il ruolo di Wallander.

Mankell si rese conto che il romanzo funzionava e così decise di pubblicarlo nel 2013.

Kurt Wallander sta attraversando una fase un po’ strana della sua vita. Prossimo alla pensione si sente vecchio, scorbutico, noioso, e il fatto che sua figlia Linda non perda occasione per sottolinearlo non lo fa certo stare meglio.

la mano retro


Il suo sogno sarebbe trovare una casa in campagna, fuori dalla città di Ystad, dove andare a vivere con un case e magari dedicarsi ai campi. Quando il suo collega di sempre (Martinsson) gli consegna le chiavi di una vecchia casa di campagna dalle parti di Löderup, appartenuta a uno zio di sua moglie, Wallander pensa che forse finalmente la fortuna ha iniziato a girare dalla sua.

La casa si trova vicino a dove viveva suo padre, e quindi Wallander ha fin da subito la sensazione di tornare alle sue origini: una casualità perfetta.

Quando però, durante la prima visita, Wallander inciampa nel giardino in qualche cosa che a prima vista sembrano essere radici ma si rivelerà lo scheletro di una mano, le cose prenderanno tutta un’altra piega e quella che sembrava dover essere destinata a diventare la sua casa, si trasformerà nell’ennesima scena di un crimine.

Mankell indaga come sempre in maniera abile la psicologia del personaggio Wallander, legandola a stretto giro con l’ambiente svedese, prossimo all’inverno e quindi grigio e piovoso.

Leggendo le pagine dello scrittore Mankell è inevitabile sentirsi partecipi del dissidio dell’uomo Wallander.

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Andrea Camporese
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