La distruzione di Kreshev, Isaac Singer

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Articolo aggiornato giorno 8 Marzo 2016

“Nessun uomo commette peccato, se non è entrato in lui uno spirito di demenza” (Sot. 3°)

Chi conosce Isaac Singer sa quale posto d’onore occupano demoni e spiriti maligni in molte delle sue novelle; ed anche ne“la distruzione di Kreshev”, emblema dell’intera opera Singeriana, lo zampino del diavoletto c’è, ben più temibile e orribile di come viene raffigurato in copertina, ovviamente.

La distruzione di Kreshev, scritta in lingua yiddish (giudeo-tedesco) nel 1940, è narrata in prima persona proprio dal maligno, in un lungo monologo in cui racconta di come ha indotto un devoto studente di una scuola talmudica, Shloimele, e la sua bella moglie Lise a saltare nell’abisso del peccato; Un peccato di natura sessuale che non si ferma lì, ma in una reazione a catena coinvolgerà l’intera comunità di Kreshev portandola a distruggersi con le proprie mani.

Ironia, favolismo e suspance per una storia che porterà il lettore ad affezionarsi ai personaggi per poi –ahimè -patirne il dramma che li consuma. Isaac Bashevic Singer (1904-1991) è stato uno scrittore polacco naturalizzato statunitense, insignito a premio nobel per la letteratura nel 1975; nella sua vita ha scritto 184 racconti, 18 romanzi, più 10 per ragazzi, e innumerevoli articoli su riviste e giornali. Fedele alle sue origini ebraiche nei suoi racconti egli non manca di affiancare al male provocato dal demonio la protezione e l’insegnamento offerti dal Talmud, la bibbia dell’Ebraismo.
“La distruzione di Kreshev” venne pubblicata in Italia nel 1992 (Guanda) con la traduzione di Bruno Oddera e solo recentemente è stata adattata al teatro per la regia di Stefano Pagin.
[alert type=”black”]La distruzione di Kreshev Libro[/alert]


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