Io posso. Due donne contro la mafia di Pif e Marco Lillo

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Articolo aggiornato giorno 20 Maggio 2024

Io posso. Due donne contro la mafia, è un libro scritto da Pif e Marco Lillo, edito da Feltrinelli e pubblicato il 27 Maggio 2021. Composto da 160 pagine.

Io posso. Due donne contro la mafia: la recensione

io posso pdf copertina


Il libro scritto da Pif e Marco Lillo narra la storia di due sorelle che vivono a Palermo, Maria Rosa e Savina Pilliu. Una storia che è balzata su tutti i giornali e le tv. Le anziane donne, malgrado conducono una vita semplice sono costretti a combattere contro una piovra che si chiama mafia i cui tentacoli si estendono fino a entrare nel Salotto “degli uomini perbene” di Palermo. Trent’anni di lotta contro chi vuole togliergli la propria casa per costruire un palazzo di 9 piani. Da un lato un imprenditore e costruttore dagli atteggiamenti mafiosi, dall’altra parte uno Stato cieco che non riconosce in loro le vere vittime della mafia.

Siamo a Palermo è precisamente al Parco della Favorita. E’ un giorno come tutti gli altri per le sorelle Pilliu, almeno lo sembrava, fino a quando l’incontro con uno strano costruttore in odore di mafia non le informa che la loro casa è di sua proprietà e che devono assolutamente andare via poiché lì, sorgerà un bellissimo palazzo composto da 9 piani. Le sorelle decido di vederci chiaro in questa situazione, così denunciano al tribunale.

Nel corso degli anni la stessa palazzina subisce gravi danneggiamenti per permettere la costruzione di un’altra struttura, perdendo così il suo valore iniziale. Lo Stato impiegherà trent’anni per dare loro ragione riconoscendole vittime di mafia (per poi disconoscerle) e un indennizzo per i danni materiali e morali subiti che però nessuno pagherà in quanto il costruttore nel frattempo è stato condannato e lo Stato gli ha sequestrato tutti i beni. Ma oltre a non riscuotere nessun risarcimento per i soprusi, le minacce che hanno subito le donne e i loro familiari, arriva l’insulto e l’abuso di potere dell’Agenzia delle entrate che chiede su questa somma mai incassata una sorta di pizzo del 3% alle due sorelle Pilliu, pari a 22mila e 842 euro.

L’inchiesta presente nel libro vede coinvolti i volti noti della malavita organizzata e i loro compari innestati nella politica corrotta: Bagarella, Brusca, La Barbera, Spatola, Lo Sicco, i fratelli Graviano e insieme a loro anche assessori corrotti e collusi, banchieri che prestano miliardi ai soliti noti, avvocati illustri al servizio della criminalità, magistrati e prefetti impauriti.

La storia di queste due donne, rimaste sole, poiché nessuno vuole sfidare il sistema mafioso e omertoso che regna nella città, fa comprendere come ancora esiste la ricerca della Giustizia giusta quella che non teme timore difronte a minacce e soprusi vari, quella che non è stanca di affermare con legalità vera i propri diritti da cittadini liberi.

I due autori che hanno raccontato la vicenda delle sorelle Pilliu, si prefiggono tre obiettivi che meritano di essere raggiunti per consegnare un mondo migliore alle future generazioni:

  1.  Attraverso la vendita del libro, rinunciando ai loro diritti d’autore, raccogliere la cifra necessaria per pagare l’Agenzia delle entrate, donando così al libro ma soprattutto alle due donne un finale degno della loro lotta.
  2. Far ottenere alle sorelle Pilliu lo status di vittime di mafia.
  3. Ristrutturare le palazzine semidistrutte e concederne l’uso ad un’associazione antimafia.
Giovanni
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