E l’eco rispose

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Articolo aggiornato giorno 6 Marzo 2016

Una storia è come un treno in corsa: in qualunque punto sali a bordo prima o poi arrivi a destinazione” (Nobi, capitolo 4)

E l’eco rispose è il terzo romanzo dello scrittore americano di origini afghane Khaled Hosseini, pubblicato nel 2013 da edizioni Piemme.

Il romanzo è diviso in 9 capitoli, ognuno dei quali rappresenta un racconto a sé: la voce narrante cambia ogni volta, così come i luoghi, ci spostiamo dall’Afghanistan all’America, passando per la Francia e la Grecia e anche il tempo cambia, i racconti si snodano dalla primavera del 1949 fino all’inverno del 2010.

Tutto ha inizio con Sabur che racconta una storia per far addormentare i suoi figli, Abdullah e la piccola Pari: gli racconta la storia di Baba Ayub che fu costretto a donare al div (nella religione musulmana è un demone) uno dei suoi figli per salvare gli altri. Proseguendo con la lettura comprendiamo il vero significato di questa storia e il motivo per cui Sabur sceglie di raccontare proprio questa. Anche lui come il povero Baba Ayub, è costretto ad una dura scelta per salvare la sua famiglia: vendere la piccola dolce Pari alla ricca famiglia dei Wahdati, per i quali lavora il cognato Nobi. Questa è la decisione che influenzerà tutto il romanzo, escluso qualche personaggio “secondario”, che non è direttamente collegato con questa storia, ma ne è un semplice spettatore. Lo vediamo nel racconto di Nobi, che ormai vecchio, decide di scrivere in una lettera tutta la verità e sarà proprio grazie a lui che conosceremo il quadro generale che collegherà tutte le altre storie.

Non è facile definire il finale di questi racconti, tutti hanno un lieto fine, ma c’è sempre quel retrogusto amaro, che rende particolari e interessanti i romanzi di Hosseini. Infatti chi ha letto i suoi precedenti romanzi, Il cacciatore di Aquiloni e Mille splendidi soli, ritroverà proprio questo gusto amaro, questo misto di gioia e tristezza che pervade il lettore quando termina una storia; perché i romanzi di Hosseini pur risolvendosi positivamente hanno sempre un particolare che li allontana dalla fantasia avvicinandoli alla realtà, il vissero tutti felici e contenti è sempre accompagnato da un particolare che cambia tutto e proprio la malinconia che ne scaturisce ci fa apprezzare i suoi romanzi, rendendoli più umani e veritieri. Ma solo questo accomuna i tre romanzi di Hosseini, E l’eco rispose non regge il confronto con i due precedenti: per quanto la storia sia coinvolgente e la scelta dei singoli racconti ci permetta di conoscere bene ogni personaggio, manca la magia, l’atmosfera che permeava le altre opere. Vale comunque la pena leggerlo e ancor più, se non lo avete fatto, gli altri due romanzi, soprattutto, a mio avviso, Mille splendidi soli (tratto dal romanzo: “Imparalo adesso e imparalo bene, figlia. Come l’ago della bussola segna il nord, così il dito accusatore dell’uomo trova sempre una donna cui dare la colpa. Sempre. Ricordalo, Mariam.”)
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