A grandezza naturale di Erri De Luca

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Articolo aggiornato giorno 20 Maggio 2024

A grandezza naturale di Erri De Luca, edito da Feltrinelli e pubblicato il 15 Aprile 2021. Composto da 128 pagine, disponibile in formato cartaceo e digitale.

Il libro scritto da Erri De Luca affronta il legame più antico del mondo che esiste da quando esiste l’uomo: il rapporto tra genitori e figli. L’opera esamina il legame tra padre e figlio. Lo scrittore lo fa prendendo come esempio i legami che hanno attraversato la storia dell’umanità è il difficile rapporto tra lui e suo padre.

A grandezza naturale: la recensione

a grandezza naturale pdf copertina


Racconta del padre Abramo e del figlio Isacco e del sacrificio sventato per mano divina. Del pittore Marc Chagall che dipinse il quadro del padre a grandezza naturale così come lo ricordava dopo essersi ribellato ad esso. In fine parla della scelta dolorosa di una donna che è figlia un nazista criminale di guerra, che si nega l’opportunità di essere genitore, cercando di interrompere il vortice di odio ereditario.

A grandezza naturale di Erri De Luca, che apre le pagine del suo libro con il ritratto di Marc Chagall nato Marek, che raffigura suo padre a grandezza naturale, uno a uno. Lo fece a memoria e a distanza. Il pittore, davanti a una tela con colate di nero, cerca di restituire la nostalgia del padre, un tentativo di risarcimento ad una rottura che lui stesso ha creato. Un figlio ribelle Marc, che ha lasciato la sua terra, è andato a Parigi, ed ha disconosciuto l’odore paterno che adesso tenta di onorare.

L’artista avverte un peso dentro l’anima, come il peso che si è ricevuto quando si viene mondo, o quello che diamo agli altri, o quello che sentiamo nel cuore chiamato rimorso. Nella lontananza del suo esilio, Marek-Marc sente la riconoscenza verso il padre e lo dipinge, a grandezza naturale, per guardarlo ancora in faccia, riconoscendone i segni. Marc, prima sparge in macchie un arcobaleno opaco e crea tanti punti intorno alla testa, come una sorta di aureola fatta di coriandoli colorati, dando allo sfondo una luce passata, che non ha mai riconosciuto quanto viveva accanto al padre. Tutto ciò assume una visione diversa a causa della pressione che genera il rimorso e la gratitudine che prova adesso nei confronti del padre.

E se da un lato troviamo il pittore ribelle che rinnega le sue origini, dall’altro troviamo un figlio che da esempio di obbedienza totale al padre. Stiamo parlando di Isacco e Abramo.

Akedà è la parola ebraica che definisce l’incaprettamento di Isacco. Pronto a farsi sgozzare senza una parola di difesa. Il giovane Isacco, offre al padre Abramo i polsi e le caviglie per essere legati, con questo gesto il figlio sancisce un legame definitivo, un nodo così stretto e indissolubile che non si slega neanche quando Abramo spezzerà i capi della corda, chiamato da una voce divina che adesso le dice di fermarsi e non sacrificare l’unico figlio.

Befehlsnotstand, si chiama così, la costrizione dovuta a obbligo di obbedienza, una ricerca di attenuanti per le colpe dei padri. Erri spiega così la scelta della figlia di un vecchio nazista, criminale di guerra. La donna decide di rinunciare per sempre alla scelta di essere madre, poiché non può spezzare il legame di figlia, si infligge un castigo per cercare di bloccare l’odio ereditario.

Tra genitori e figli si apre la frattura di spazio e di tempo. Si allontanano anche abitando sotto lo stesso tetto Qui passa tra loro la relazione tra due capi della stessa corda. In matematica esiste una complicata Teoria dei nodi. In narrativa esiste tra genitori e figli l’innumerevole narrativa dei nodi. Nodo che sembra potersi sciogliere solamente diventando a propria volta genitori, “passaggio che fa scordare e slega dallo stato di figlio”. Un nodo che l’autore non slegherà mai poiché non è mai diventato genitore.

A grandezza naturale di Erri De Luca. L’autore in queste pagine unisce storie estreme di genitori e figli”. Ci racconta, la sua personale visione di figlio, rimasto figlio.

Nelle orecchie ancora il suono della camicia lacerata del padre come atto di dolore, rumore “amplificato a squarcio”, reazione al suo allontanamento da casa. Parla del periodo adolescenziale, in cui si avverte il desiderio della separazione alla ricerca della propria strada altrove, fuori dalla casa natale: è quella dell’autore, che ha risposto alla chiamata della sua generazione ed è andato, lasciandosi alle spalle lo strappo di una camicia, il suono di un tradimento.

La verità è che le lezioni dei padri permangono, nei valori condivisi, negli insegnamenti non dettati ma vissuti, partecipati: per Erri figlio c’è il senso profondo di onestà e rettitudine di una famiglia per bene, di un’educazione fissata sul principio del farsi bastare quello che c’è, di vivere senza pesi e debiti. C’è una gratitudine che si percepisce sulla pelle, come il calore di una brace accesa condivisa in famiglia, gesti che sembrano vecchi ma che hanno il sapore di eterno.

Giovanni
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