Viola e il blu di Matteo Bussola

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Articolo aggiornato giorno 21 Maggio 2024

Viola e il blu di Matteo Bussola è un libro del 2021 edito da Salani Editore, ha 180 pagine, disponibile a breve.

Viola e il blu: la recensione

viola e il blu pdf copertina


Viola e il blu di Matteo Bussola è un libro che parla di stereotipi, in particolare degli stereotipi di genere legati al fatto di essere nati maschi o femmine. L’autore ha preso spunto dalle conversazioni con le sue figlie per creare un personaggio, Viola appunto, che ama tutti i colori e, pur essendo una bambina, preferisce in particolare il colore blu.

Viola e il blu di Matteo Bussola indaga questi stereotipi, fortemente radicati ancora oggi nella società, tanto che per un maschio è normale preferire il blu mentre alle femmine è sempre associato il rosa.

Ma perché esistono colori e cose da fare solo se si è femmine o solo se si è maschi? A questo proposito ricordo di aver letto in un altro testo sugli stereotipi di come il blu venga adottato per i maschi fin dall’infanzia, perché sarà quello il colore del lavoro: blu le tute da operaio o il completo per lavorare in ufficio e così via.

Così come ricordo che i giocattoli per i bambini riproducono in miniatura dei lavori, delle macchine che guideranno da grandi, mentre per le bambine sono disponibili bambole di vario tipo per imparare a fare la mamma fin da piccole, a fare la spesa con un mini carrello, a lavare i panni con la mini lavatrice e così via.

Ci sono poi attività, come spiega il libro “Viola e il blu” di Matteo Bussola che sono associate alle femmine, come la danza e mai ai maschi, anzi se un maschio amasse danzare lo si vedrebbe come qualcosa di strano, così come per una ragazzina appassionarsi di sport come il calcio o altri per “tradizione” riservati ai maschi.

Perché esistono ancora certi stereotipi, perché maschi e femmine non possono decidere cosa fare, come vestirsi, perfino che colore amare di più, indipendentemente dal loro sesso?

La storia di Viola parla di questo, perché essendo una bambina che ama molto il blu, “naturalmente” viene vista come una ragazzina un po’ strana, forse un maschiaccio, forse una con le idee non ben chiare o forse solo una bambina cui piace un colore e che fa delle scelte in libertà, senza tener conto di ciò che la società si aspetta se nasci femmina o se nasci maschio, così come dovrebbe essere anche nella realtà.

Giovanni

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