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Copertina di Una splendida rovina Novità

Una splendida rovina

★★★★☆3.6 Voto della redazione 5 letture
EditoreEinaudi
Anno2026
Pagine248

Dopo il grande successo internazionale di Le perfezioni, Vincenzo Latronico torna con “Una splendida rovina”, un romanzo che racconta gli slanci, le speranze e gli autoinganni di chi, ormai adulto, continua a cercare il proprio posto nel mondo.

Al centro della storia ci sono due trentenni che si incontrano e si innamorano. Spinti dall'entusiasmo di un amore appena nato, decidono di inseguire insieme un sogno: cambiare vita, lasciare la città e trasferirsi in un villaggio di campagna.

La loro ricerca li porta prima in Francia e poi sulle coste del mar Baltico, dove trovano una casa in rovina che decidono di ristrutturare. È una splendida rovina di 1.200 metri quadri, senza finestre, con il tetto rabberciato e i soffitti crollati, situata ai margini di un piccolo paese di appena 190 abitanti.

La casa diventa il simbolo del progetto che i due hanno deciso di costruire insieme: una nuova vita lontano dalla città, un futuro immaginato attraverso casolari in pietra e campi di grano, dopo ore trascorse sui social e sui siti di annunci immobiliari.

Ma la loro storia può essere raccontata anche in modo completamente diverso.

Sono infatti due trentenni che si sentono alla deriva, alle prese con città troppo care e lavori che non suscitano più la passione di un tempo. La ricerca di una casa in campagna diventa allora una possibile via d'uscita, mentre il loro incontro sembra offrire una risposta a una condizione di incertezza e insoddisfazione.

È davvero un sogno? Oppure è una follia a due?

Nel percorso verso la nuova vita non mancano mezze truffe, ripensamenti improvvisi e imprevisti che, in fondo, erano prevedibili. La ristrutturazione della casa procede così insieme al tentativo di ristrutturare le proprie vite e di dare una forma concreta all'idea di futuro che i protagonisti hanno immaginato.

Una splendida rovina racconta entrambe le versioni della loro storia e, soprattutto, mette in discussione la possibilità stessa di distinguerle. I due stanno davvero inseguendo un sogno oppure stanno cercando di fuggire da qualcosa?

Con il passare del tempo, il futuro immaginato sembra trasformarsi sempre più in una chimera. Resta allora una domanda fondamentale: quella chimera era già tale fin dall'inizio oppure valeva comunque la pena provare a raggiungerla?

“Una splendida rovina” di Vincenzo Latronico è un romanzo che riflette sul desiderio di cambiare vita e sulla difficoltà, per chi entra nell'età adulta, di capire quale direzione prendere.

La storia dei due protagonisti parte da uno slancio apparentemente semplice: incontrarsi, innamorarsi e decidere di costruire insieme un futuro diverso. La scelta di lasciare la città per un villaggio di campagna diventa però molto più di un semplice trasferimento. È il tentativo di dare una risposta alla sensazione di essere alla deriva e alla perdita di entusiasmo verso una vita professionale e urbana che non corrisponde più alle aspettative.

La casa in rovina rappresenta perfettamente questa ambivalenza. È affascinante e problematica allo stesso tempo, proprio come il progetto di vita dei protagonisti. Ristrutturare quella splendida rovina significa provare a trasformare qualcosa di fragile e incompleto in una nuova possibilità.

Latronico costruisce il romanzo intorno a una domanda che riguarda non soltanto i suoi personaggi, ma anche il modo in cui tutti possiamo raccontare le nostre scelte: stiamo andando verso qualcosa o stiamo scappando da qualcosa?

È questa incertezza a rendere particolarmente interessante la storia. Il sogno di una vita alternativa può essere autentico, ma può anche nascere da una fantasia alimentata dalle immagini viste sui social e dagli annunci immobiliari. Il confine tra desiderio e autoinganno diventa quindi difficile da individuare.

Anche gli ostacoli incontrati dai protagonisti contribuiscono a mettere alla prova il loro progetto: mezze truffe, ripensamenti e imprevisti mostrano quanto sia complicato trasformare un'immagine idealizzata del futuro in una realtà concreta.

Il romanzo assume così il valore di una parabola sulla fuga, sulle speranze e sulle disillusioni dell'età adulta. La ricerca di un luogo in cui sentirsi finalmente a casa si intreccia con la ricerca di un posto nel mondo.

Con una scrittura descritta come vibratile, esatta e magnetica, Latronico scandaglia le contraddizioni di chi desidera cambiare tutto senza sapere fino in fondo se ciò che cerca sia davvero davanti a sé o se stia semplicemente cercando di allontanarsi dalla vita che conduce.

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