Torna al catalogo
Copertina di Falsi amici Novità

Falsi amici

★★★★☆3.7 Voto della redazione 2 letture
EditoreLa nave di Teseo
Anno2026
Pagine192

Falsi amici è la prima raccolta di saggi di Claudia Durastanti, un libro in cui la scrittrice porta la propria scrittura intima e analitica nel territorio del saggio narrativo. Al centro dell’opera c’è il rosa, un colore apparentemente dolce che diventa invece il filo conduttore di una ricerca capace di attraversare esperienze, immagini, personaggi e temi solo in apparenza lontani tra loro.

Piero della Francesca, le scarpe di Amy Winehouse, la letteratura femminile sotto il fascismo, Cesare Pavese, Lolita e una casa in provincia di Messina sono alcune delle storie e delle suggestioni attraverso cui prende forma questa esplorazione. Il rosa diventa così un vero e proprio filtro cromatico, allo stesso tempo femminile e violento, attraverso il quale Claudia Durastanti osserva il presente.

La scrittrice si muove come un’archeologa del presente, interrogando la realtà attraverso la letteratura e le esperienze del vissuto. Se la narrativa può nascere dall’esperienza personale, la saggistica permette invece di trasformare la vita in uno spazio di riflessione e immaginazione.

In Falsi amici, questa ricerca coinvolge anche il ruolo intellettuale dell’autrice, il rapporto con il maschile e la maternità. Il libro diventa così un’avventura del pensiero che guarda all’attualità, alla politica e al corpo, lasciandosi guidare dall’imprevisto e dall’imprevedibilità, nella scrittura come nella vita.

Con Falsi amici, Claudia Durastanti si confronta per la prima volta con la forma della raccolta di saggi e porta nel saggio narrativo una scrittura insieme intima e analitica. Il risultato, per come emerge dai temi e dalle suggestioni del libro, è una ricerca che parte da elementi apparentemente eclettici per trovare tra loro un legame più profondo.

Il punto di partenza è il rosa: un colore femminile ma anche violento, capace di assumere una dolcezza ingannevole. Non si tratta soltanto di una scelta estetica, ma di un filtro attraverso cui l’autrice interroga il presente e affronta questioni legate alla politica, all’attualità e al corpo.

Il fascino di Falsi amici sta anche nella libertà con cui Durastanti accosta riferimenti diversi: Piero della Francesca e Amy Winehouse, la letteratura femminile durante il fascismo e Cesare Pavese, Lolita e una casa in provincia di Messina. Sono storie e suggestioni che contribuiscono a costruire un percorso di riflessione nel quale la saggistica diventa uno spazio aperto all’immaginazione.

Particolarmente significativo è il modo in cui la ricerca si intreccia alla posizione dell’autrice. Durastanti riflette sul proprio ruolo intellettuale, sul rapporto col maschile e sulla maternità, lasciando che l’esperienza personale dialoghi con una dimensione più ampia di analisi.

Falsi amici si presenta quindi come un libro che mette al centro non soltanto gli argomenti affrontati, ma soprattutto il modo in cui questi possono essere osservati e messi in relazione. Il rosa, con la sua ambivalenza, diventa il simbolo di questo approccio: un colore dalla dolcezza solo apparente, attraverso cui Claudia Durastanti costruisce un’indagine sul presente e un’avventura del pensiero aperta all’imprevisto.

Potrebbe interessarti anche